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MESSAGGIO DELL’ON. MINISTRO FRANCO FRATTINI, PER LA GIORNATA DELLA GIUSTIZIA PENALE INTERNAZIONALE.

Date:

07/15/2011


MESSAGGIO DELL’ON. MINISTRO FRANCO FRATTINI, PER LA GIORNATA DELLA GIUSTIZIA PENALE INTERNAZIONALE.

 MESSAGGIO PER LA GIORNATA DELLA GIUSTIZIA PENALE INTERNAZIONALE

 

A nome del Governo italiano, sono lieto di rendere pubblico questo messaggio nella ricorrenza del 17 luglio, Giornata della Giustizia Penale Internazionale:

 

“Si celebra oggi una data, quella del 17 luglio, di recente proclamata “Giornata della Giustizia Penale Internazionale”, che intende ricordare un momento fondamentale nello sviluppo delle regole a tutela dei diritti umani e per la punizione di crimini che offendono la coscienza stessa del genere umano. Il 17 luglio 1998 fu infatti adottato lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale: un evento che molti hanno paragonato, per importanza istituzionale, all’approvazione della Carta delle Nazioni Unite, e che ha portato la Corte a svolgere ormai da vari anni con impegno ed efficacia le proprie alte funzioni giurisdizionali al fine di perseguire e punire i responsabili di atrocità quali gli atti di genocidio, i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità.

 

Dopo i processi di Norimberga e Tokyo e gli anni della guerra fredda, che avevano impedito l’istituzione di istanze internazionali per giudicare le violazioni più gravi del diritto umanitario e dei diritti umani, l’inizio dell’ultima decade del secolo scorso ha rappresentato un punto di svolta nell’affermazione della responsabilità’ penale individuale per i c.d. “crimini internazionali”. Gli eventi della guerra nella ex-Jugoslavia e quelli che portarono al genocidio in Ruanda spinsero infatti gli Stati - e per essi il Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite - a istituire i due Tribunali ad hoc che tutt’oggi operano per reprimere  i crimini commessi durante quei conflitti. Allo stesso tempo, cresceva la spinta dell’opinione pubblica mondiale verso l’attuazione del progetto di creare una Corte Penale Internazionale permanente, istituita in via preventiva e chiamata a giudicare i crimini più gravi, da chiunque e dovunque commessi. Oggi la Corte, nata a Roma nel luglio di tredici anni fa, ha visto costantemente crescere la propria autorità e credibilità, e con esse il numero dei Paesi che ne hanno ratificato lo Statuto, giunti ormai a 116. Il rinvio ad essa di alcune situazioni critiche  da parte del Consiglio di Sicurezza non ha fatto poi che rafforzare il ruolo della Corte quale istituzione essenziale a garanzia non solo della legalità e del rispetto dei diritti fondamentali in situazioni di conflitto, ma anche della pace e della sicurezza internazionale.

 

L’Italia è sempre stata all’avanguardia in questo processo di affermazione dei principi di diritto e di rifiuto dell’impunità per i crimini internazionali. Ci siamo in ciò ispirati alla nostra tradizione e civiltà giuridica, come pure al fermo convincimento per cui solo il rispetto di un “codice” che fosse largamente accettato e affidato nella sua applicazione a un organo giudiziario indipendente e imparziale potesse rispondere sia alle esigenze sempre più sentite di giustizia retributiva, che a quelle della prevenzione di future atrocità. Abbiamo pertanto assicurato e continuiamo ad assicurare ai Tribunali penali internazionali, e in particolare alla Corte nata dallo Statuto di Roma, tutto il nostro sostegno e la nostra cooperazione perché la ricorrenza del 17 luglio continui a marcare un costante progresso nell’affermazione della rule of law e dei diritti della persona umana. Sappiamo anche che questa nostra convinzione e la determinazione ad appoggiare senza riserve la giustizia penale internazionale risultano ormai condivise da settori sempre più vasti della comunità degli Stati e della società civile. E questo è il dato di migliore auspicio nel celebrare la data odierna.

 

In questo spirito, ho dato pertanto disposizioni affinché la bandiera della Corte Penale Internazionale venga esposta oggi al Palazzo della Farnesina, accanto a quelle dell’Italia e dell’Unione Europea.”

 

 

 

 

                                                                                    Franco Frattini

                                                                        Ministro degli Affari Esteri

 


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